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3 Ingredienti Essenziali della Leadership

Luiss Business School - Leadership People Management

3 Ingredienti Essenziali della Leadership

“Il mondo ci spezza tutti quanti. Ma solo alcuni diventano più forti là dove sono stati spezzati.”

E. Hemingway

Mi scrive un giovane e promettente allievo di uno dei seminari di Leadership che tengo per gli studenti universitari Luiss. Una di quelle mail che ti fanno pensare, per certi versi ti fanno anche sorridere e in fondo ti riempiono il cuore: “Ho seguito lo scorso anno con lei il modulo sul tema della Leadership nell’ambito del corso Soft Skills. Attualmente mi trovo in Erasmus a Vienna e mi è stato richiesto di chiedere ad un leader ‘What are the three most important things they must do as leaders?’. Le chiedo cortesemente un aiuto in merito a tale richiesta considerando lei un leader.”

Cercando di non inorgoglirmi troppo per quella chiusa finale che mi dà una sferzata di energia e mi spinge ancor di più a fare meglio (che responsabilità … essere considerata un leader da qualcuno della nuova generazione … ma va là, magari sta solo cercando un espediente per avere più probabilità di ottenere una risposta, mi dice la solita vocina dell’adulto cinico e disincantato …), mi accingo al difficile compito di dare una risposta in tre punti.

E qui iniziano i veri guai! Appartengo infatti a quella schiera di persone che pensano che la leadership sia un argomento così importante, intenso e inafferrabile tale da richiedere l’attenzione di una vita. E questo solo per cominciare ad avere una seppur vaga idea dei principali meccanismi che la generano. Ritengo infatti che le espressioni della leadership siano radicate nelle forme storico-culturali del contesto che le ospita e che possano essere anche profondamente diverse tra loro. Allo stesso tempo, mi appare evidente che un nucleo comune che richiama alle origini biologiche e animali della specie umana e alla sua dimensione sociale primigenia esiste ed è rintracciabile in alcune caratteristiche universali del fenomeno in luoghi e tempi distanti. Ma al di là di sterili interrogativi sul fatto se la leadership sia “natura” o “cultura”, che ci porterebbero  fuori strada, sono convinta che qualcosa in merito si possa dire, anzi che qualcosa della leadership si possa senz’altro insegnare.

Certo, per trovare una risposta all’interessante quesito avrei potuto fare un esame della letteratura corrente, citare i miei testi preferiti  e vagliare gli elementi che sono considerati importanti da ciascuno degli autori che hanno contribuito alla mia formazione e che consulto periodicamente … Ma decido di prendere sul serio la piccola sfida che mi ha lanciato il mio nuovo amico e preferisco intraprendere una strada diversa, ovvero tentare una profonda riflessione personale sul tema. Sarà, ma da quando  mi è arrivata la mail, mi capita spesso di pensare alla forse ingenua ma potente domanda che mi è stata indirizzata. Lo sento ormai come un imperativo categorico: che insegnante sei se non riesci a dire quali sono le tre cose più importanti che deve fare un leader?  Insomma, dopo un paio di giornate di ponderazione abbozzo una risposta.

“Carissimo, è davvero un piacere risentirti! Grazie per il tuo apprezzamento, mi giunge davvero gradito. Vengo alla domanda, ecco il mio pensiero, mi hai spinto a chiedermelo … ci provo: le tre cose che considero più importanti per un leader sono:

  • La resilienza: ovvero reggere la sconfitta, assorbire urti imprevisti, riprendendosi e ripartendo trasformati.
  • La alleanza: ovvero impostare un rapporto speciale con ogni interlocutore, con l’azienda, con i clienti … per raggiungere le mete desiderate.
  • Il pensiero strategico: ovvero Dove stiamo andando? Cosa stiamo facendo? Domande da farsi ogni minuto, perché è facile smarrire la via …”.

Faccio click e la mail parte. Quante altre cose ci sarebbero da dire … chissà se con questa sintesi estrema avrò dato una mano all’intraprendente studente e al suo incarico. Peccato che, nella fretta, non ho almeno inserito quell’elemento che mi sembra centrale per sviluppare la propria leadership (e su questo sì che non ho esitazioni o ripensamenti), il fatto che prima di tutto è nella pratica che si impara a fare il leader! Forse potevo mettere un quarto punto.

Lo aggiungo qui, in forma di slogan: La leadership non si studia, si allena!

Tre testi di riferimento sulla leadership sono:

  • Gian Piero Quaglino (a cura di), Leadership. Nuovi profili di leader per nuovi scenari organizzativi, Raffaello Cortina Editore, 2005
  • Manfred F.R. Kets de Vries, Leader, giullari e impostori. Sulla psicologia della leadership, Raffaello Cortina Editore, 1994
  • Harvard Business Review, On Leadership, Harvard Business School Press, 1998

 

 

Barbara Parmeggiani

Antropologa, Consulente & Coach
bparmeggiani@gmail.com

 

leggi l’articolo pubblicato sul sito della Luiss Business School

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